Zibaldone

Di tutto un po’

A volte ritornano…

L’ultima volta che sono stato a Lucca Comics and Games fu una quindicina di anni fa… poi per svariati motivi non ci sono piu’ tornato.
Ieri con mio fratello e un altro amico ci siamo andati in treno. Ed è stato divertente vedere tutti quei ragazzi con i costumi dei loro eroi, alcuni di fattura eccezionale, altri un po’ meno, ma con in comune l’amore per il gioco, il divertimento nel realizzarli e nel mostrarsi…
E quindi il viaggio in treno fino a Lucca scorre abbastanza tranquillo anche se in piedi (da prevedere), una chiacchera fra un passeggero e l’altro il tempo passa gradevolmente, anche questa è Lucca Comics.

Arrivati a Lucca, alle 9 e mezzo di mattina, c’era… il mondo intero, la mia vana speranza era quella di incontrare qualche conoscente di facebook, ma… ma era impossibile tanta la gente che c’era…
Fare il biglietto è stata una luuuuuunga fila, e non andava meglio a chi il biglietto lo aveva già comprato su internet, visto che serviva un braccialetto da ritirare da mostrare insieme al biglietto per entrare nei padiglioni dei fumetti.

Quindi se vi interessa SOLO il cosplay, il biglietto non serve, visto che è un attività che si svolge all’interno della città, il che è una buona cosa, se vi interessano i fumetti e i giochi invece il biglietto serve.
E fai la fila…

Dal mio punto di vista Lucca è stata una grande enorme fila per tutto… gradevole certamente, perché anche in fila scambi due chiacchere fai foto ai vari passanti vestiti nei modi piu’ strani, personaggi tratti da anime, giochi, la maggior parte di quelli non li riconoscevo, spadoni giganteschi giravano per Lucca, ho visto anche un paio di Tex Willer (eroi!), in un mondo prettamente abitato da supereroi americani, e giapponesi…

Zombie Zombie ovunque come se piovesse, la Umbrella Corporation Italia organizzava per il pomeriggio una Zombie Walk… e quindi chi voleva partecipare c’era lo spazio per il trucco da zombie 🙂

Tutto sommato una giornata passata in maniera diversa, e non c’è stato il tempo materiale per seguire tutto quello che avrei voluto seguire, anche perché un giorno a Lucca NON basta, perché poi arriva inesorabile l’ora di andare via.

E se entrare a Lucca non è stato molto difficoltoso, l’uscita… bhe… l’uscita lo è stata un po’ di piu’…

Qui si parla di mancata organizzazione dei flussi, forse siamo stati sfigati noi, ma nel momento in cui ci apprestavamo all’uscita, dalla porta (Porta San Pietro) si era causato un ingorgo fra persone che entravano e persone che uscivano… Dedicare una parte all’ingresso ed un’altra all’uscita pareva brutto…
E quindi coda sia per uscire (ed intanto l’orario del treno si avvicinava sempre piu’ inesorabile), alla fine siamo riusciti a sfondare il blocco, e ci siamo diretti verso un’altra coda, quella per entrare in stazione (il treno che dovevamo prendere partiva fra venti minuti, la coda è stata piu’ di un’ora… (treni speciali, mai sentito parlarne?)

Ma anche li in coda fai conoscenze, tiri due cavolate, passi un po’ il tempo, però in fin dei conti è soverchiante, ho avuto come l’impressione che Lucca Comics sia diventata TROPPO grande…

Forse, dico forse, è il caso magari di farla tornare semestrale, magari dividere i Games dai fumetti…
Al padiglione Games neanche ci siamo avvicinati, voci mi dicevano che c’era una fila di tre ore per andarci… magari esagerate, però non mi sentirei di metterci la mano sul fuoco…

Conclusioni, e’ stato divertente, ma per altri quindici anni sono a  posto.

🙂

Informazione di servizio: Occhio alle truffe telefoniche da sedicenti operatori Telecom Italia

Mi è accaduto proprio ieri sera, mi squilla il telefono, rispondo, ed in genere con i call center riaggancio quasi immediatamente mentre sto infamando i loro antenati ed i loro discendenti…
L’altra sera il call center in questione si identifica come Telecom Italia…
lo ascolto anche perché in questi giorni ho avuto parecchio a che fare con dipendenti di Telecom per cambio di contratto ed amenità del genere…

La telefonata comunque mi sembrava abbastanza strana, perché la tipa dal’altra parte del telefono mi aveva chiesto se avevo lasciato la telecom per altro operatore…

alla mia risposta negativa… mi ha detto che aveva bisogno di alcuni dati per aggiornare la mia scheda…

a queste parole ho interrotto la comunicazione…

E quindi per togliermi ogni dubbio ho chiamato il 187…

l’operatrice Telecom (e questa volta sul serio) mi ha confermato che NON mi avevano chiamato, e che molte persone telefonavano per denunciare questa pratica scorretta di operatori telefonici con pochi scrupoli…

quindi occhio a chi vi chiama…

🙂

Transcendence…

Inaspettatamente, stasera, sono andato al cinema con mio fratello.
(Thanks bro)

L’intenzione era quella di andare a vedere Capitan America. Ma all’arrivo il film era già iniziato, e lo spettacolo successivo sarebbe stato troppo tardivo, abbiamo quindi optato per questo film Transcendence.

Il film è stato abbastanza gradevole e non soporifero visto il tema trattato, tema che però a mio avviso poteva essere trattato meglio, decisamente meglio.

L’idea alla base non è nuovissima, e chi legge fantascienza abitualmente si è già trovato di fronte a disquisizioni filosofiche sul superamento della condizione umana rendendo l’umano non piu’ umano ma transumano.

Molte opere si sono basate su questa idea, da Galaxy Express 999, in cui il protagonista compie un viaggio nella galassia per poter acquisire alla fine un corpo meccanico per diventare praticamente immortale, con il procedere della tecnologia ed il mondo iperconnesso siamo piano piano arrivati a concepire non tanto l’immortalità del corpo fisico, quanto quella della coscienza, trasportandola nell’incorporeo mondo digitalizzato.

Era il 1992 quando “Il tagliaerbe” ci mostrò le potenzialità ed i rischi connessi all’allora dilagante “realtà virtuale” che come tutte le nuove tecnologie era temuta e ricercata al medesimo tempo.

Premessa doverosa tanto per mettere in chiaro che questo film contiene i germi del “già visto/vissuto”…

Internet, realtà virtuale, intelligenza artificiale, nanotecnologie, mente alveare sono tutte cose presenti in questo film che deve tanti ringraziamenti a Kubrik, a Star Trek, e a tutti gli “scienziati pazzi” dei film di fantascienza anni ’50…

Film gradevole, e non troppo soporifero dicevo, ma che alla fine ti lascia un “ehhhh?” perché non ti riesce (a me) di capire in fondo cosa voleva dire…

Perché mi puoi sposare una tesi (quella dei terroristi neo-luddisti) me ne puoi sposare un’altra (quella dello scienziato)
Ma non me le puoi sposare entrambe (o almeno cosi’ a me è sembrato), e se voleva fare un film che invitasse alla discussione, forse avrebbe dovuto prendere strade diverse…

Tratto da Google+ Autore Roberto A.

Siccome vedo tanta disinformazione in giro…

La presidente Boldrini e io non la pensiamo allo stesso modo. Lei di un’area culturale prettamente statalista, io che vengo dall’area libertaria e liberale, insomma di area Radicale.

Tuttavia, l’utilizzo dello strumento della ghigliottina  (tra l’altro per un decreto del cazzo) è del tutto legittimo. Ci sono tempi costituzionali affinché il parlamento decida sul merito di un decreto legge.

Si badi bene che “decidere” significa appunto approvare o respingere. Far decadere un decreto per “mancanza di decisione” non è legittimo. La ghigliottina serve proprio a questo. A un certo punto si va al voto, che piaccia oppure no, troncando ogni altra questione rimasta in sospeso.

Poi scendiamo nel merito. Mettere insieme IMU e Banca d’Italia è come mettere insieme la merda con la cioccolata, ma di decreti del genere in Italia ce ne sono stati a palate.

Inoltre, nel merito, non si è fatta alcuna privatizzazione della Banca d’Italia. I soci privati nella banca centrale ci sono in ogni nazione democratica e servono appunto a conservare una certa autonomia della banca dal governo.

Quello che si fa nel decreto è ricapitalizzare la banca d’Italia che a fronte di un patrimonio di oltre 23 miliardi di euro aveva un capitale sociale di soli 150.000 euro circa.
E nel decreto si fa in modo che quest’anno la rata dell’IMU avviene attraverso prelievi nel settore bancario, cosa che francamente era pure ora.

Quindi mi spiace per i grillini ma non c’è alcun complotto, cosa che per i sostenitori delle scie chimiche e delle biowashball è un po’ difficile accettare…

bPhon

Chiedo scusa…

… chiedo scusa, ma credevo di vivere in una democrazia compiuta, mi illudevo, evidentemente.
Chiedo scusa perché ho sempre pensato che chi continuava a votare per Berlusconi, dopo aver illuso tutti quanti, fosse un imbecille, la prima volta uno ci puo’ credere, ma dopo no, e quindi… erano tutti imbecilli?

No.
Lo ero io.
Che non avevo realizzato, che non avevo capito.

Certo, se fossimo stati una democrazia compiuta, le persone che continuano a votare uno che le ha prese per il culo per degli anni, un po’ di imbecillità la devono avere.
Ma qui non siamo in democrazia.
No.
Proprio no. Decisamente no.

Viviamo in uno stato feudale, mascherato da democrazia.
Ma le elezioni servono esclusivamente ai “feudatari” per confermare il loro potere di fare quello che piu’ aggrada loro.

E quindi è perfettamente logico e normale, in uno stato feudale, seguire un leader carismatico e alla malora le leggi, perché sono leggi fatte da altri.
In uno stato feudale, il leader carismatico, è immune alle leggi, non desta scandalo il suo comportamento.
In fondo ha il potere. Ed è quello che conta.

E quindi sono io l’imbecille che ha creduto di essere in uno stato di democrazia.

Sono io l’imbecille che cercava di votare secondo scienza e coscienza.
Stolto me.
Stolti voi che l’avete fatto.

Vendetelo il vostro voto, a poco prezzo, a caro prezzo, fatelo voi il mercato, ma intascate subito il compenso pattuito per il vostro voto.
Che se aspettate dei risultati dalle persone che avete votato, state freschi.
Sceglietevi un leader e seguitelo, non importa quale, non importa quale idea professi, l’importante è stare vicini alla sua fonte di potere, magari qualche briciolo vi puo’ capitare…

E quindi chiedo scusa a tutti quei milioni di persone che hanno votato e che voteranno per Berlusconi.
Renzi ha mostrato chiaramente che il Vecchio Leone per quanto acciaccato è ancora potente, e non c’è nessun Giovane Leone in grado di prenderne il posto, per quanto ci sia qualcuno che scalpita, ma invece di ruggire miagola…

Non ho consigli da dare.
Non so neanche perché scrivo questo sfogo…
Ma non mi riconosco piu’ in questo paese.

L’unico consiglio che mi sento di dare, è l’esortazione che Gandalf fece ai suoi compagni durante lo scontro con il Balrog.

“Fuggite… sciocchi”

Come è stato il 2013 in questo blog. Un po’ pigrone :)

The WordPress.com stats helper monkeys prepared a 2013 annual report for this blog.

Here’s an excerpt:

A San Francisco cable car holds 60 people. This blog was viewed about 1,300 times in 2013. If it were a cable car, it would take about 22 trips to carry that many people.

Click here to see the complete report.

Le vite degli altri

La vita riesce ad essere ben strana, questo lo sappiamo tutti, ma a volte è così talmente strana che si rimane un po’ basiti e stupiti da quello che ci propone.
Un avvenimento casuale, una decisione dell’ultimo minuto può influire sulla vita di altre persone.
A pensarci bene c’è da diventare folli.
Oggi sono andato a fare il cambio estate/inverno degli pneumatici per l’auto.
Nel mentre i meccanici avevano preso in carico il mio mezzo di locomozione, visto che ero in zona Marco Polo Expert, ho deciso di andarci a fare un giro, ho preso un libro “I regni di Nashira III” di Licia Troisi, non avendo ancora mangiato, dopo aver comprato il libro, ho deciso di andare a provare il chioschetto di panini che c’era dall’altra parte della strada.

E’ stato li che ho incontrato Pasquale, anzi Chef Pasquale, come uno degli avventori abituali del posto lo ha chiamato.
Ho ordinato da mangiare, e Paquale aveva voglia di scherzare, fraintendendo quello che gli avevo detto.
“No l’aspirina non ce l’ho.”
Sono rimasto interdetto. Mi sono sentito in una storia della Zona del Crepuscolo… dentro di me la musichina frullava all’impazzata.
Superata l’empasse momentanea, si accinge a preparare l’ordine, ed io mi metto a leggere il libro appena comprato.
Aveva voglia di chiaccherare Pasquale.
“Che leggi?”
“Un fantasy, i Regni di Nashira.”
“Ah, ti piace la fantasia allora? La fantascienza?”
“Si, anche quella” (Certo non mi sono messo a spiegargli la differenza fra Fantasy Fantascienza e altre dotte dissertazioni sui generi letterari)
“Anche a me piace abbastanza, il piu’ bel film di fantascienza che ho visto è ET”
“Anche a me e’ piaciuto molto, da bimbo quando andai a vederlo al cinema, lo vidi due volte di seguito.”
“Eh… non solo te.”
Da Et siamo andati a parlare di Harry Potter, su come gli ultimi film li avesse trovati “dozzinali”, un po’ tirati via…
Ed entriamo nell’argomento differenza fra libri e film… come il primo libro di Harry Potter fosse abbastanza ridotto come storia e fosse stato realizzato benissimo come film.

Mentre mangio il panino, mi chiede come mi chiamo.
Glielo dico.
E Pasquale si ferma.
Pronuncia il mio nome sottovoce, con un sospiro.
“E’ un bel nome, Walter”
“Lo so.” Ed in quel momento, sapevo, già sapevo come sarebbe proseguito il discorso.
No. Nessun potere medianico, nessun tirare ad indovinare.
Glielo si leggeva chiaramente negli occhi lucidi.
“Era il nome di mio figlio. Era.”
Passa qualche momento di… non imbarazzo, perché non era un silenzio imbarazzante, ma una muta comunicazione, un muto riconoscimento che in certi casi le parole sono superflue, bastano gli sguardi.
“Incidente?”
“Si. Motorino. 16 anni, erano in due, nel 1986, avrebbe avuto quasi la tua età adesso.”
Capivo quello che voleva dire.

Come una meteora sono capitato nella vita di quest’uomo, ricordandogli dolori mitigati dal tempo, ma mai sopiti.

Ci siamo salutati, che nel frattempo si era fatta l’ora di andare a riprendere l’auto, gli ho parlato di mia figlia e di mia moglie…
ed una sera, andremo a trovarlo di nuovo.

Visto anche che Chef Pasquale fa veramente degli ottimi panini.