“Ti facciamo saltare. Con un missile terra-aria, che ci è arrivato dalla Jugoslavia”. Quella lettera anonima che nell’agosto del 1993 annunciava un attentato a Giancarlo Caselli, non era opera di un mitomane. Sedici anni dopo, il pentito Gaspare Spatuzza racconta che il lanciamissili per uccidere il procuratore era in suo possesso. Nelle centinaia di pagine di verbale che il collaboratore di giustizia che accusa Berlusconi e Dell’Utri ha riempito con i magistrati delle Procure di Palermo, Caltanissetta e Firenze ci sono vent’anni di orrori, dalle stragi ai dettagli raccapriccianti dell’uccisione del piccolo Giuseppe Di Matteo, dai progetti di sequestri di un altro bambino e dell'editore del “Giornale di Sicilia” Antonio Ardizzone per finanziare le stragi, fino alla verità sul mistero della “Natività” del Caravaggio, il prezioso dipinto rubato quarant’anni fa dagli uomini di Cosa nostra dall’oratorio di San Lorenzo a Palermo e mai ritrovato. Oggi, Gaspare Spatuzza rivela: “Ho saputo da Filippo Graviano nel carcere di Tolmezzo intorno al 1999 che il quadro era stato distrutto negli anni Ottanta. La tela era stata affidata ai Pullarà (capimafia della cosca di Santa Maria di Gesù), i quali l’avevano nascosta in una stalla, dove era stata rovinata, mangiata dai topi e dai maiali, e perciò venne bruciata”.
via I segreti di Spatuzza “Così uccide la mafia” – cronaca – Repubblica.it.
Sto leggendo questo articolo di Repubblica.
Agghiacciante.
Ma la mia domanda è perché non parlare prima? Quando fu arrestato? Perché proprio adesso? C’è un disegno nascosto o allora i tempi non erano “maturi” per poter parlare di tutto ciò? Di cosa aveva paura allora, di “chi” aveva paura allora ed oggi no? Aspettava che qualcuno di potente allora smettesse di essere così potente? Aspettava “istruzioni”?
Sinceramente parlando non so cosa pensare delle vicende di questi ultimi giorni.
Se fossimo in un romanzo thriller di fanta-politica, probabilmente questo ipotetico protagonista ha fatto patti con la mafia per poter arrivare ad un posto di potere importante, e quando è stato il momento opportuno ha utilizzato questa sua consapevolezza per potersi sbarazzare di alleati “scomodi” e potenziali testimoni/ricattatori.
Perché è indubbio che in questi giorni la mafia sta perdendo pezzi, non passa giorno che non c’è la notizia di un boss arrestato…
E la domanda mi sorge spontanea, sempre parlando di questo ipotetico romanzo fanta-politico thriller, negli anni passati ci sono state guerre di mafia fra cosche rivali con uccisioni e faide…
Non è che stavolta il boss più grosso e potente ha anche le risorse dello stato dalla sua?
Oh… è un romanzo fanta-thriller-politico… però mi sembra molto simile alla realtà odierna…