PD

A brave new world

Due settimane dalle elezioni che ci hanno regalato la fotografia di un Italia non più divisa in due, ma bensì divisa in tre (Yayyyy!!!), con un Partito Democratico che riesce ad arrivare “primo ma non vittorioso”, ad un PDL che come uno zombie (che ora vanno tanto di moda, carucci carucci, con le loro membra penzoloni, la loro decomposizione in fase avanzata e la fame di cervelli costante) risorge dalla tomba, ed al MoVimento 5 Stelle che alla sua prima prova politica importante fa il Botto Grosso (Ehi, se a questo giro qualcuno non se ne è accorto vuol dire che vive in una dimensione parallela).
Giustappunto Fassino nel 2009 quando Grillo voleva entrare a partecipare alle primarie del PD, gli consigliò, giustamente, di fondarsi un proprio partito e di vedere quanti elettori sarebbe riuscito a convincere… detto fatto.

E adesso, siamo alle prove tecniche di “governo” con delle formule più o meno parallele a quelle degli alchimisti alle prese con materiali sconosciuti…

E molti, fors’anche spinti da certa stampa avversa a Grillo, manifestano preoccupazione sulla tenuta democratica del Paese.

Sveglia gente…
L’Italia non è mai stata una democrazia compiuta, solo sulla carta, ma in pratica a comandare ci sono sempre i soliti che ci sono stati fin’ora, un’oligarchia formata da famiglie influenti, burocrati attaccati con l’attack al loro posto e non li smuovi neanche con le bombe, i politici che si scontrano sono solamente un teatrino per incanalare certe pulsioni dell’italico popolo in compartimenti ben definiti.

Solo che adesso arriva il terzo incomodo, e arriva qui con una rincorsa abbastanza lunga, prima fatta di spettacoli dove Grillo arringava il suo pubblico sulle storture dell’Italia e della sua classe dirigente.
E poi inizia a crearsi un agglomerato di persone che sempre più si riconoscevano in quello che diceva Grillo, da semplice pubblico si sono trasformati in… non so anc’hio bene come definirli, la migliore definizione che mi viene in mente è “fedeli” ad una sorta di religione laica dove l’officiante Grillo offre loro delle risposte, e a onor del vero a differenza delle religioni classiche, alcune delle cose che profetizzava il Guru si sono avverate, nonostante fior di economisti, giornalisti e dirigenti dicessero “Nooo, ma quello è un pazzo, qui va tutto bene…”
Il resto è storia.

Quindi, mera fortuna, o la semplice capacità di analizzare quello che sta realmente accadendo e la conoscenza di certe dinamiche, Grillo ha acquisito credibilità verso i suoi fan/fedeli, attirandosi cosi’ anche la curiosità di persone provenienti da ambienti diversi, magari delusi dai loro rappresentanti e stufi, per non dire seccati, di stare a gridare nel deserto i loro problemi mentre la classe politica sta “ufficialmente” discutendo di come riuscire a  superare la crisi, con parole si dimostrano vicini a chi soffre, ma sostanzialmente, o non fanno niente (per incapacità, per calcolo, per paura di perdere voti…) oppure se ne stanno approfittando alla grande (vedasi gli ultimi scandali).

E la rabbia cresce, la rabbia aumenta, si accumula.

La sentite, la percepite nell’aria, date il buongiorno alle persone, e la risposta più cortese che vi arriva è “Buongiorno un cazzo”…

Grillo in queste ultime elezioni ha incanalato questa “rabbia” verso l’esistente classe dirigente, che incolpevole o meno, non ha più il polso della situazione, non riesce a produrre niente se non discorsi autoreferenziali e alchimie varie su alleanze più o meno possibili (e questo già da prima delle elezioni).

Elezioni che alla fine dei conti ha vinto chi si è posto con degli obiettivi precisi, senza parlare di alleanze prima, dicendo “Questo è il nostro programma, non ci alleeremo con nessuno, ma voteremo in parlamento CHI proporrà i punti del programma.”

Ed eccoli li, primo partito alla camera, terzo partito al senato, ma importantissimo per il partito democratico se vuole avere una maggioranza per poter governare in stabilità.

Unico problema (Per il PD) Grillo non si allea, sta alla finestra, prende tempo e guarda quello che fanno gli altri.

Siamo in una sorta di empasse politica, dove tutti aspettano la mossa dell’altro, o un vigile che inizi a dirigere il traffico.

E nel frattempo i Grillini sono sbarcati in parlamento.

160 persone nuove, persone comuni, che possiamo vedere tutti i giorni, non importa che aspetto hanno, sono il vicino di casa, la maestra di tuo figlio, il commerciante li quello li all’angolo…
magari hanno percorsi anche diversi, chi ha un esperienza di militante deluso dalla sinistra, chi ha un esperienza di militante deluso dalla destra, e magari li si incontrano e si stringono la mano per lavorare assieme, mentre magari prima si sarebbero pure cazzottati…

Ma è cosi’ Grillo (apparentemente) ha sparigliato le carte in tavola, ha messo i partiti tradizionali all’angolo, che ancora stanno cercando di capire quello che è successo (o magari lo sanno benissimo, ricordate quello che ho detto poco sopra sull’oligarchia di questo paese).

E adesso tutti gridano ad un nuovo fenomeno di tipo fascista.
(Una loro esponente è accusata di aver fatto apologia di fascismo, mentre diceva che il fascismo, prima di degenerare aveva anche delle cose positive visto che nasceva da una base socialista.
Allora anche Minoli l’altra sera alla “Storia siamo noi”, mostrava come il fascsimo, agli inizi della sua storia, con Mussolini ancora in abiti borghesi, fosse visto in maniera POSITIVA da tutto il mondo occidentale, con un Churchill che diceva “Se fossi nato in Italia, adesso sarei un fascista”… fortunatamente le idee si possono cambiare quando ci accorgiamo che magari non sono buone come credevamo…)

Adesso molti asseriscono il fatto che se criticano Grillo e il movimento, vengono assaliti da “squadre” di grillini vocianti e insultanti che scrivono le peggiori oscenità ed impediscono di parlare.

E’ vero.
La comunicazione generale del grillino tipo è (a scapito della loro vocazione Web 2.0, interattiva, social…) UNIDIREZIONALE.
Proclamano uno slogan, gli fai notare i tuoi dubbi, in maniera educata e civile, e loro ti rispondono con un altro slogan “VAFFANCULO!!!” (parte sottotraccia del programma politico del MoVimento)

Ed io dico, “PER FORTUNA” che rispondono anche attaccandoti con violenza da tastiera.
Magari in questa maniera si sfogano, poi in questo momento sono in un rush tremendo di adrenalina, sentono l’odore del sangue, ed il comportamento degli altri leader di partito non aiuta certo a calmarli, visto che sembrano in difficoltà…

Dicevo, per fortuna la loro aggressività per ora si risolve in maniera “virtuale”.

Grillo ha due grandi meriti, a mio avviso, dopo anni di apatia, dovuta a come i partiti tradizionali gestivano la cosa pubblica, e non ascoltavano gli umori della loro base, il MoVimento 5 Stelle è riuscito a riportare le persone ad occuparsi di “cosa pubblica” facendo capire che in fondo la politica NON E’ SPORCA, quando è fatta con passione, onestà e trasparenza.
Ed un altro merito è che in questa maniera ha incanalato questa rabbia sorda e cieca permettendole di sfogarsi in maniera “violenta” con un modo di arringare e parlare molto urlato, molto esagerato, ma che, almeno per ora, non si è concretizzato in atti di violenza.

Anche se questa violenza, nel paese, esiste.
La violenza della rabbia, della disperazione, del sentirsi soli ed isolati contro un sistema che NON TI VEDE COME PERSONA, ma come mero rappresentante di una statistica. Una fluttuazione quantica in un foglio excel.
Ed allora si arriva all’imprenditore disperato perché lo Stato non lo paga, perché le banche non gli danno finanziamenti, perché cambiano le leggi, ed allora sfoga la sua rabbia cieca, magari contro persone la cui unica colpa è di lavorare in un ufficio di una regione, come è successo in Umbria, dove due persone sono morte, uccise da questo disperato (persone altrattanto disperate come lui, una precaria ed una a cui non mancava molto ad andare in pensione, e magari si era vista allungare il tempo), che poi si è tolto la vita.

Per non parlare delle altre persone che questa violenza la rivolgono esclusivamente contro se stessi.

Adesso siamo in un momento delicato della nostra storia, un momento che sancirà se diventeremo un paese civile oppure inizieremo a spararci addosso.

Il rischio, per la tenuta del nostro paese, non è Grillo.
Il rischio per la tenuta del nostro paese è se Grillo si rivela essere un’altra faccia della solita oligarchia che comanda in Italia (che vista la situazione ha ben pensato di incanalare in un nuovo contenitore, la rabbia e la passione delle persone)…

Il rischio, per la tenuta del nostro paese è se Grillo fallisce o ancora peggio, si dimostri peggio di chi, a parole, ha sempre denigrato.

E allora, allora quella rabbia che cova sotto la cenere, che Grillo in qualche maniera controlla, rischia veramente di esplodere in maniera incontrollabile.
Allora si che inizierei a preoccuparmi.

Almeno un po’.

 

 

Che (ci faccio qui?) – metilparaben.blogspot.com

 

 

San Valentino fa brutti scherzi. Io la mattina del 15 mi sono svegliata tardi, con in testa il ricordo pressante dello zibibbo della sera prima e nello stomaco tutte le 15 portate della cena amorevolmente preparata. Bersani evidentemente stava peggio di me se ha avuto l’ammirevole faccia tosta di dichiarare…

 

via Che (ci faccio qui?).

Sinceramente non ho parole per commentare…

perché quelle che mi vengono son tutte cattive…

Hasta la polenta, siempre!


Tutto sbagliato… tutto da rifare?

Nuovo scontro nel Pd. Dopo le polemiche sui presunti brogli alle primarie di Napoli e la richiesta di Roberto Saviano di rifare le votazioni, il segretario Pd, Pier Luigi Bersani, ha chiesto alla presidente dell’Assemblea nazionale del partito, Rosy Bindi, di sospendere l’assemblea nazionale dei democratici, prevista per il fine settimana a Napoli. Richiesta accolta dalla senatrice che annuncia: “La seduta sarà riconvocata nel mese di febbraio”.

via Napoli, dopo il caos primarie sospesa assemblea nazionale Pd | Redazione Il Fatto Quotidiano | Il Fatto Quotidiano.

 

Questo episodio alle primarie di Napoli è emblematico dell’annoso problema dell’italico “cittadino”, e mi fa pervenire la riflessione che, dopotutto, discutere sui “massimi sistemi” elettorali e non, in questa povera, sporca, brutta e cattiva Italia, è in fondo solo una questione di lana caprina.

Non esistono sistemi elettorali perfetti, non esistono sistemi di governo perfetti, non esistono persone perfette. E fin qui non ci piove, l’errore è sempre dietro l’angolo.

Ma qui, in questo “paese per vecchi”, l’errore lo si cerca “sistematicamente”, siamo un popolo di “arrangioni”, di cialtroni, di ruffiani.

E’ perfettamente inutile accapigliarsi sulla legge elettorale. In linea teorica se i cittadini fossero realmente tali, potrebbe funzionare egregiamente anche il “porcellum”. Perché in un mondo “ideale” il cittadino voterebbe in maniera tale da garantire il miglior risultato per la comunità, ed il politico lavorerebbe per ottenerlo, mentre i politici vivono in una sorta di simbiosi parassitaria , un sistema basato sul ricatto reciproco, appunto.

Prima di parlare di “classe dirigente” dovremo parlare di riformare i cittadini.

Perché è inutile girarsi attorno il cambiamento lo si ottiene dal basso, e sembra che il sud del mediterraneo stia andando in quella direzione.

E tutta questa situazione mi fa provare più tristezza che rabbia, sconforto…

E una voglia matta di prendere un lanciafiamme e spararmi in cuffia la cavalcata delle valchirie

 

 

Illuminati…

siamo noi non questa materia grezza. Così parlò Yoda su Dagobah, istruendo Luke Skywalker sul cammino che uno Jedi deve intraprendere.

Ma illuminati siamo noi anche quando ci svegliamo nel mezzo della notte in piena epifania, e ci accorgiamo di ciò che già ci eravamo accorti, ma in forma più potente, più violenta, in una forma che ti forza ad alzarti dal letto come posseduto e ti costringe a fare questo.

 

Gianfranco "Biondo" Fini Perché? Mi chiederete, perché fra poche ore Gianfranco Fini terrà un aspettatissimo discorso alla Convention di FLI a Perugia, perché si sta ultimando il trucco, si sta aggiustando il colletto, per, forse, poter acquistare una nuova “verginità” agli occhi degli Italiani.

E’ da Mirabello che Fini sta utilizzando la tecnica Beautiful, dei grandi discorsi, delle svolte che sembrerebbero epocali, di proposte di staccare la spina. Di grandi cambiamenti, per gattopardescamente, non cambiare niente.
Oh, magari è solo tattica e strategia politica, Fini in questi ultimi tempi si è sentito “disallineare” con la sua corrente interna, dalle politiche del PDL che si stava schiacciando sempre di più sulle posizioni della Lega.

Niente di più probabile che con la nascita di FLI lui abbia avuto l’intenzione di riacquisire maggior peso all’interno del PDL, e visto che all’interno del PDL non riuscivano ad ottenere il peso che volevano, hanno ben pensato di ottenerlo dall’esterno, formando un nuovo soggetto politico, mandando avanti delle persone che in questi ultimi tempi avevano riottenuto un certo credito fra gli indecisi, e non troppo sorprendentemente, da molti del centrosinistra delusi da un’opposizione inesistente, che sa solo litigare con se stessa, che quando Renzi il sindaco di Firenze, dice di ROTTAMARE la fallimentare classe dirigente del PD, di cambiare strategie e facce, sa solo tuonare NOI VOGLIAMO RISPETTO!
Il rispettto va guadagnato ed è faticosissimo, e si perde in un attimo, basta fare una stronzata, come ben sanno alcuni esponenti di FLI di Fini che avendo acquisito una certa credibilità con le loro affermazioni, tardive peraltro (dopo 16 anni in compagnia con il NanoKnight accorgersi di come è solo ultimamente, non è che depone molto favorevolmente sulla loro “intelligenza politica”), però si dice meglio tardi che mai, comunque sia, qualcuno ci aveva creduto alla voglia di effettiva discontinuità con il rimanente PDL, quindi simpatizzanti della prima ora dei Finiani, gente di destra, indecisi, e titubanti ma speranzosi provenienti dal centrosinistra, sono rimasti delusi quando alla prova dei fatti, per ora  FLI si è dimostrata “Fedele alla LInea”.

Sarà tattica, sarà strategia, la politica si fa sopratutto con quella.

Ma per una volta mi piacerebbe che sapessero attuare la parola COERENZA e non solo scriverla nei discorsi.

E torniamo al discorso di domani, anzi di oggi pomeriggio, Fini si  è messo la parrucca bionda più bella che ha, si è fatto gonfiare le labbra e si è messo un bel paio di poppe, sembra veramente credibile.
Ma il bigolo, quello no non se lo leva…

Ed allora qualcuno si troverà come nella famosa barzelletta, che di solito la gente racconta come avvenuta al cugino…

Mio cugino una volta ha incontrato una donna, una bella donna, sono usciti insieme e si sono appartati, bhe… questa donna in realtà era un uomo.

– E allora?

– Bhe ormai mio cugino era nudo, era arrapato, e comunque non gli dispiaceva ciò che vedeva…

-E quindi?

-Quando il gioco si fa “duro” i “duri” iniziano a giocare…

Ecco io almeno mi sono accorto del bigolo nascosto, e posso decidere già prima se il gioco vale la candela, ma altri?

“No alla parola compagni” la protesta dei giovani Pd – Repubblica.it

ROMA – Colpa sua, di Fabrizio Gifuni, che ha interpretato tra laltro Alcide De Gasperi in tv ma che sabato – invitato da Bersani alla mobilitazione anti-manovra del Pd al Palalottomatica – ha concluso un appassionato discorso sui tagli alla cultura con le antiche parole dordine della sinistra: “Compagne e compagni…è tanto che volevo dirlo!”. Liberatorio. I militanti democratici presenti si sono spellati le mani. Eccetto quelli che ieri hanno deciso di protestare.

via “No alla parola compagni” la protesta dei giovani Pd – Repubblica.it.

Compagno, che bella parola, evocatrice di uguaglianza, di comunità, di un insieme di persone con idee diverse, ma un unico ideale, un’unica speranza, ai giovani del PD non piace essere chiamati Compagni o Compagne… perché li fa sentire “fuoriposto”.

Forse perché in loro la parola Compagno evoca il Komunista Kattivo Mangiabambini…

O forse perché il PD non ha ancora un unico ideale, non ha ancora una speranza…

Giustamente i giovani del PD non vogliono essere chiamati Compagni, loro vogliono andare avanti, ed in fondo è giusto che sia così.
Non mi unirò al coro di quelli che dicono “ma con tutti i problemi che  ci sono in Italia si mettono a fare polemica su come si chiamano fra di loro”?

Ma, il come chiamarsi all’interno di un gruppo è fondamentale per avere un identità di gruppo e di comportamento…

La parola Compagno mette allo stesso piano tutti quanti…

Sarò cattivo… ma forse loro non vogliono essere accomunati al compagno maghrebino che sta accanto a loro, oppure al compagno albanese, oppure al compagno vietnamita…

E comunque al PD non ci sono Compagni… non miei, non mi riconosco più in nessuno di loro… possibile mai?

Diamine non mi riconosco più in nessuno…

Vuoi vedere che son tutti veramente andati avanti e sono rimasto solo soletto qua indietro?

Bhe… lasciamoli andare avanti…. a me scappa da ridere… 😐