Orfani

Orfani: una cavalcata lunga un anno…

Ho appena riposto al suo posto sulla libreria l’ultimo numero della prima stagione di Orfani.

Un esperimento da parte della Bonelli che ha avuto il coraggio di osare… e vincere, almeno dal mio limitato punto di vista di semplice lettore.

Non ho numeri alla mano, non mi interessano, ci sono fonti piu’ attendibili rispetto a me.
Voglio parlare delle sensazioni che ho provato.

E’ il primo fumetto che ricompro regolarmente dopo una decina d’anni buoni e forse qualcuno di piu’…
Probabilmente anche merito dell’hype precedente alla pubblicazione, alla sapiente e cosciente pubblicità fatta dagli autori stessi nei social network, creando discussioni, creando aspettativa, creandosi un pubblico già pronto a recepire, nel bene o nel male, le disavventure di questo gruppo di ragazzi messi in un meccanismo piu’ grande di loro, un meccanismo che li ha triturati, massacrati, dilaniati psicologicamente e materialmente.

Non è il classico fumetto Bonelli, e ce ne accorgiamo fin dalle prime uscite. Il tempo passa, inesorabile, incalzante. Fin dalla struttura del primo numero, e dei seguenti, un fumetto due linee temporali, in cui vediamo i protagonisti bambini, e poi li vediamo come giovani adulti.
Apparentemente dal primo numero sembrano passati almeno una ventina d’anni da quando vengono raccolti alla base militare di Dorsoduro, a quando partono con le navi spaziali per la loro missione.

In realtà passa meno tempo, (ed in fondo non è importante quanto tempo passa realmente), ed i giovani adulti sembrano adulti anche grazie alle sostanze che gli sono state somministrate per renderli piu’ potenti, piu’ agili, piu’ forti rispetto agli altri soldati del loro esercito.

Una squadra di supersoldati…

adulti pienamente formati nel corpo, ma con il cervello e la psicologia di ragazzini…

C’è azione in questo fumetto, tanta, ma non troppa, funzionale alla storia che stanno raccontando, in fondo si tratta di soldati, quindi ci sono armi futuristiche, astronavi, mezzi…

Con il proseguire della serie, verso il suo finale, travolgente e commovente (‘stardi sono quasi arrivato alla lacrimuccia), si arriva alla definizione di uno “scontro” fra due visioni diverse ed antitetiche.
Il seguire gli ordini fidandosi dei propri superiori e della loro visione.
Il cercare sempre e comunque la battaglia “giusta” da combattere, anche se va contro gli ordini ricevuti.

La sostanziale differenza fra soldato e guerriero.

L’abissale differenza di carattere fra due dei protagonisti, che li porterà ad uno scontro finale, dopo che tanto sangue è stato versato.

Il fumetto si conclude con la vittoria di una delle due visioni.

Che nelle loro accezioni piu’ moderate hanno entrambe dignità di esistere.

Ma storicamente di queste due visioni del mondo ci sono state delle terribili aberrazioni.
Basti pensare ai soldati Nazisti che “obbedivano agli ordini per un bene superiore”

Oppure ai vari signori della Guerra nelle varie zone calde del mondo che combattono la LORO guerra giusta…

 

Recuperatelo, leggetelo, godetene e piangetene… e divertitevi… perché è anche divertente… 🙂

Loro non fanno arte… fanno cadaveri