Caso Marrazzo: trovata morta la trans Brenda

ROMA – Si infittisce il mistero sul caso Marrazzo. E stata trovata morta carbonizzata in casa sua la trans brasiliana Brenda, 32 anni, coinvolta nella vicenda di sesso, droga e ricatti che ha portato alle dimissioni del presidente della Regione. Brenda era in queste condizioni – seminuda – in un seminterrato di via Due Ponti, a Roma. Il corpo, la polizia scientifica, non mostra segni di violenza. Accanto al cadavere è stata trovata una bottiglia di whisky. Ma un particolare pare più significativo di altri: nel suo appartamento sono stata trovate delle valigie pronte. Forse si preparava a lasciare Roma e lItalia. I vicini hanno riferito di aver sentito del trambusto nella notte provenire proprio da lì, ma solo poco dopo le 4, quando si è sviluppato lincendio, sono stati chiamati i pompieri

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 Trovata morta la trans Brenda E il secondo morto del caso Marrazzo – cronaca – Repubblica.it.

Vicenda quantomeno inquietante, è già il secondo morto in questo “complotto” che prende tinte sempre più fosche.

C’è forse qualche regista occulto dietro tutto questo?

 

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Marrazzo avvertito da Berlusconi: a Milano hanno un video contro di te – Corriere della Sera

ROMA — Tre giorni prima dell’arresto dei carabinieri del­la Compagnia Trionfale, Silvio Berlusconi ha avvisato Piero Marrazzo che alla Mondadori era stato offerto il video che lo ritraeva in compagnia di un transessuale. E il governatore del Lazio ha contattato l’agen­zia fotografica Photo Masi per cercare di recuperare quel fil­mato. È l’ultimo, clamoroso, retro­scena che emerge dall’indagi­ne sul ricatto al presidente della Regione. Rivela infatti come lo stesso Marrazzo — proprio come era avvenuto a luglio quando fu sorpreso nel­l’appartamento romano di via Gradoli — abbia deciso di non presentare alcuna denun­cia, cercando invece di chiude­re personalmente la partita. Comincia tutto la scorsa setti­mana quando l’agenzia Photo Masi di Milano contatta il set­timanale Chi e offre il video.

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Le primarie del Pd e Marrazzo

Oggi il partito democratico si prepara ad eleggere il suo segretario.
Non andrò a votare a queste elezioni, non credo e non ho mai creduto a questo progetto. Anche se spero di essere smentito dai fatti, però finora ho trovato il PD un contenitore vuoto, certamente una confezione accattivante, come vedere una bella scatola di cioccolatini, per poi accorgersi una volta aperta che è desolatamente vuota, o peggio ancora, quelli che sembrano cioccolatini non lo sono.
Sinceramente mi è indifferente chi guiderà il PD, anche perché ognuno di loro mi piace, in maniera diversa, hanno idee diverse, ma mi piacciono tutte…
Quello che mi amareggia invece è cio che è successo a Marrazzo, capita di sbagliare, è un essere umano come tutti, ed alla fine ha avuto il coraggio di ammetterlo, di questo gliene devo dare atto, sarebbe stata una delusione ben maggiore se si fosse comportato come qualche altra persona di pubblica conoscenza.

C’è da dire che la sua storia è stata completamente privata (a quel che ne sappiamo), ed il suo errore non è stato quello di andare o meno con un trans, il suo errore è stato quello di cedere al ricatto… ed ecco l’altra mia amarezza, a ricattarlo non erano dei delinquenti comuni, erano quattro carabinieri, quattro tutori dell’ordine che hanno ben pensato di fare quattrini ricattandolo.
Ma c’è solo questo dietro?
A questo punto spero che i magistrati scavino e scavino ancora a fondo.
Perché se posso avere compassione per un “poveraccio” che chiede una mano ad un politico anche in cambio di soldi, non ne ho alcuna per un tutore dell’ordine che infanga la sua divisa, e se ce ne sono quattro, quanti altri ce ne sono?
Ed è stata tutta farina del loro sacco o hanno ricevuto ordini?

Piero Marrazzo ricattato con un video «È tutto falso, resto al mio posto» – Corriere della Sera

ROMA – Un filmato che ritrae il presidente del Lazio Marrazzo in un momento di intimità. Un ricatto con la richiesta di 50mila euro per non diffondere le immagini. L’arresto di quattro carabinieri a Roma. Questi gli elementi dell’indagine nata per caso sei mesi fa grazie a intercettazioni legate a un’altra inchiesta e sfociata nell’interrogatorio del governatore e nei successivi arresti.

Piero Marrazzo ricattato con un video «È tutto falso, resto al mio posto» – Corriere della Sera.