Mafia, il pentito Romeo accusa B. …

Il pentito di mafia Pietro Romeo, che questa mattina è stato ascoltato in aula bunker a Firenze come testimone per il processo sulle stragi del ’93 a Roma, Firenze e Milano, è tornato a parlare di Silvio Berlusconi. Unico imputato il boss Francesco Tagliavia. Durante l’interrogatorio di Romeo, l’avvocato di parte civile Enrica Valle ha letto un verbale reso da lui stesso  il 14 dicembre del 1995 in cui il pentito “precisa che Giuliano gli aveva detto che le stragi venivano fatte per il 41 bis e che c’era un politico di Milano che aveva detto a Giuseppe Graviano di continuare a mettere le bombe”.

via Mafia, il pentito Romeo accusa B: “Le stragi del ’93 richieste da ‘un politico di Milano’” | Redazione Il Fatto Quotidiano | Il Fatto Quotidiano.

Mentre l’attenzione dei giornali (e non solo) è ancora incollata sul Ruby(cone)gate, ancora un altro pentito accusa Berlusconi & co. di essere i mandanti occulti della stagione stragista della mafia nel ’93 ’94…

Ipotizziamo per un attimo che questi pentiti stiano dicendo la verità…
Mi viene una domanda in mente, per non cadere, il Caimano, che cosa è disposto a fare?

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I segreti di Spatuzza “Così uccide la mafia” – cronaca – Repubblica.it

“Ti facciamo saltare. Con un missile terra-aria, che ci è arrivato dalla Jugoslavia”. Quella lettera anonima che nell’agosto del 1993 annunciava un attentato a Giancarlo Caselli, non era opera di un mitomane. Sedici anni dopo, il pentito Gaspare Spatuzza racconta che il lanciamissili per uccidere il procuratore era in suo possesso. Nelle centinaia di pagine di verbale che il collaboratore di giustizia che accusa Berlusconi e Dell’Utri ha riempito con i magistrati delle Procure di Palermo, Caltanissetta e Firenze ci sono vent’anni di orrori, dalle stragi ai dettagli raccapriccianti dell’uccisione del piccolo Giuseppe Di Matteo, dai progetti di sequestri di un altro bambino e dell'editore del “Giornale di Sicilia” Antonio Ardizzone per finanziare le stragi, fino alla verità sul mistero della “Natività” del Caravaggio, il prezioso dipinto rubato quarant’anni fa dagli uomini di Cosa nostra dall’oratorio di San Lorenzo a Palermo e mai ritrovato. Oggi, Gaspare Spatuzza rivela: “Ho saputo da Filippo Graviano nel carcere di Tolmezzo intorno al 1999 che il quadro era stato distrutto negli anni Ottanta. La tela era stata affidata ai Pullarà (capimafia della cosca di Santa Maria di Gesù), i quali l’avevano nascosta in una stalla, dove era stata rovinata, mangiata dai topi e dai maiali, e perciò venne bruciata”.

via I segreti di Spatuzza “Così uccide la mafia” – cronaca – Repubblica.it.

Sto leggendo questo articolo di Repubblica.
Agghiacciante.

Ma la mia domanda è perché non parlare prima? Quando fu arrestato? Perché proprio adesso? C’è un disegno nascosto o allora i tempi non erano “maturi” per poter parlare di tutto ciò? Di cosa aveva paura allora, di “chi” aveva paura allora ed oggi no? Aspettava che qualcuno di potente allora smettesse di essere così potente? Aspettava “istruzioni”?
Sinceramente parlando non so cosa pensare delle vicende di questi ultimi giorni.

Se fossimo in un romanzo thriller di fanta-politica, probabilmente questo ipotetico protagonista ha fatto patti con la mafia per poter arrivare ad un posto di potere importante, e quando è stato il momento opportuno ha utilizzato questa sua consapevolezza per potersi sbarazzare di alleati “scomodi” e potenziali testimoni/ricattatori.
Perché è indubbio che in questi giorni la mafia sta perdendo pezzi, non passa giorno che non c’è la notizia di un boss arrestato…
E la domanda mi sorge spontanea, sempre parlando di questo ipotetico romanzo fanta-politico thriller, negli anni passati ci sono state guerre di mafia fra cosche rivali con uccisioni e faide…
Non è che stavolta il boss più grosso e potente ha anche le risorse dello stato dalla sua?

Oh… è un romanzo fanta-thriller-politico… però mi sembra molto simile alla realtà odierna…

I Don… delle istituzioni

In che Stato viviamo?

Fra papelli,  trattative fra Stato e mafia, ministri che negano, magistrati che vengono uccisi in attentati, mentre ministri e politici vari vengono tolti dal mirino dei fucili dei mafiosi…

ROMA (18 ottobre) – «La trattativa tra Stato e mafia ha salvato la vita a molti ministri» ha detto il procuratore nazionale antimafia, Piero Grasso, in un’intervista a “La Stampa” commentando la vicenda del “papello”. «Per la verità – dice Grasso – le indagini precedenti avevano in qualche modo accertato l’esistenza di un tentativo di Cosa nostra di entrare in contatto col potere politico. E’ processuale il contatto degli ufficiali del Ros, Mori e De Donno, con Vito Ciancimino. Ed è processualmente accertato che alla mafia, in cambio della resa dei vertici, fu offerto “un ottimo trattamento per i familiari”, un “ottimo trattamento carcerario” e una sorta di “giusta valutazione delle responsabilità”».
(continua….)

Mi viene da domandarmi sgomento, come facciamo a battere la mafia, a creare uno Stato che sia tale, quando lo Stato si cala le brache?
Ma allora gli arresti dei “Boss storici”, dei latitanti da anni… cosa sono il loro “pensionamento”?

Che Stato è mai questo, quando vengono “perseguitati” mediaticamente i magistrati, che fanno il loro lavoro?

Vorrei quasi proporre l’abolizione dell’Italia come Stato e annetterlo di prepotenza alla Svizzera…
Tanto non c’hanno già un Cantone Italiano? Allarghiamo i confini del Cantone… Cosi’ almeno la Svizzera’ avrà qualche migliaio di chilometri di spiaggia… visto che adesso non ne ha anche un metro…