Berlusconi: «Governare con le regole della Costituzione è un inferno» – Corriere della Sera

ROMA – Governare con le regole che impone la Costituzione è un inferno. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, intervenendo all’assemblea della Confartigianato. «Visto da dentro è un inferno: non è che manchino le intenzioni o i buoni progetti, ma l’architettura costituzionale rende difficilissimo trasformare progetti in leggi concrete», ha affermato il premier. «Poi ci sono i tempi della burocrazia, della giustizia civile e penale: lo Stato si è sviluppato in maniera eccessiva e prende a noi cittadini il 50% di ciò che produciamo e dà molto di meno in termini di servizi».

via Berlusconi: «Governare con le regole della Costituzione è un inferno» – Corriere della Sera.

Bersani ha detto una cosa che condivido…

Se non gli piacciono le regole della Costituzione… che si dimetta… governare una nazione non è mandare avanti l’impresa di famiglia, questo è quello che si deve mettere in testa il nostro PdC…

Annunci

Cosa succede nel PDL?

Quella che ad inizio legislatura sembrava una fortezza inespugnabile, una granitica maggioranza dietro al suo leader sta iniziando a disgregarsi?

Lotte interne, parlamentari di centrodestra che parlano di inserire nella Costituzione i Diritti alle coppie di fatto, dopo che la campagna elettorale del Centro Destra era tutta impostata sulla famiglia tradizionale, ossia coppia di eterosessuali regolarmente sposati (però predicavano bene e razzolavano male tanto che molti sono sposati divisi e risposati, sono cose che succedono nel corso della vita, tutto normale, però sembrava lo volessero negare…).

Questa proposta di legge è comunque saltata, ma è un ulteriore indizio che forse la maggioranza non è così compatta e granitica come lo è stata fino ad ora, ed adesso che è tempo di finanziaria, i ministri stanno iniziando a chiedere fondi a Tremonti, che nicchia, anzi in finanziaria si parla di ulteriori tagli…

Lodo Alfano, le ragioni della Consulta “Scudo non previsto dalla Costituzione” – Politica – Repubblica.it

ROMA – Eccole le motivazioni con cui la Consulta ha bocciato il lodo Alfano. Cinquantotto le pagine depositate oggi, di cui è relatore il giudice Franco Gallo. Eccole le basi del “no” che ha dato il via ad un durissimo scontro istituzionale e che ha visto il premier Silvio Berlusconi attaccare i giudici della Corte Costituzionale e il capo dello Stato. Anzitutto, scrivono i giudici, una modifica del genere (l’immunità per le più alte cariche dello Stato) andava fatta con una legge costituzionale perché prevedeva una deroga al principio di uguaglianza. ‘La sospensione processuale crea un’evidente disparità di trattamento di fronte alla giurisdizione” si legge nella sentenza. Il lodo Alfano, così come l’aveva varato il governo, attribuiva “ai titolari di quattro alte cariche istituzionali un eccezionale ed innovativo status protettivo, che non è desumibile dalle norme costituzionali sulle prerogative e che, pertanto, è privo di copertura costituzionale”. Inoltre, continua la Consulta, lo status del premier non è superiore a quello dei ministri (che il lodo teneva fuori), ricoprendo “una posizione tradizionalmente definita di primus inter pares”.

Lodo Alfano, le ragioni della Consulta “Scudo non previsto dalla Costituzione” – Politica – Repubblica.it.