Viaggio ai confini della realtà…


stamane non ero in giro per caso ascoltando quella pubblicità, ieri sono andato a prendere la posta in cassetta, ed ho visto che c’era un avviso di ritiro di un pacco, il problema è che questo avviso era di 15 giorni fa… e che ci faceva ieri nella mia cassetta della posta?
Proprio l’altro giorno l’avevo vuotata, e l’avviso non c’era… mistero.
Quindi stamattina, con l’avviso in mano mi reco all’ufficio centrale delle Poste di Prato, premessa, stanno eseguendo dei lavori di ristrutturazione alla sede delle poste centrali, quindi, una parte degli sportelli è stata spostata in una struttra prefabbricata esterna, mentre io dovevo salire al primo piano dove c’era il salone dei postini e gli sportelli per il ritiro delle raccomandate.

Da bravo cittadino seguo le indicazioni “Ritiro raccomandate e pacchi”, mi fermo dove c’è la gente che fa la coda, prendo il mio numerino e mi metto in attesa, descrizione del luogo, un corridoio, un portone con scritto in grande “DIVIETO DI ACCESSO AI NON ADDETTI”, e sulla destra di quel portone una sala d’aspetto con degli sportelli, mi metto a sedere aspettando il mio turno, nel frattempo ci sono alcuni problemi con una persona straniera, problemi di lingua, e di comprensione reciproca, risolti con telefonata a casa, nel frattempo un ometto inizia a dire che gli stranieri dovrebbero imparare l’italiano, e dice che il problema sono i corsi di italiano che vengono fatti agli stranieri residenti da almeno cinque anni in italia… (ammetto la mia ignoranza su questa cosa, da ingenuo io penso che se vivi cinque anni in un posto almeno vaffanculo lo sai dire, e che i corsi dovrebbero essere fatti appena arrivi…).
Comunque l’intoppo alle casse si è risolto, ed i numeri vanno avanti, ne mancano ancora 30 al mio, e nel frattempo si consuma un’altra piccola grande “tragedia” si è rotta la porta di ingresso dei lavoratori delle porte, erano rimasti chiusi dentro… il solito ometto inizia a blaterare qualcosa sulla giustizia e i processi a Berlusconi, che sono finiti tutti per assolverlo…
Lo gelo con un “Facile quando si cambiano le regole del gioco in corsa. Il falso in bilancio è stato depenalizzato… non esistendo più il reato è facile essere assolti… per me il parcheggio sul marciapiede non l’ha depenalizzato nessuno e 80 euro li ho pagati…”
Al che l’ometto si è chetato per un po’…
Nel frattempo i numeri avanzano, e gli impiegati scherzano sul farsi portare generi di conforto e che si adattavano a dormire ovunque… (specialmente le loro poltroncine devono essere di un comodo…).
L’omino dopo un po’ riparte sulla superiore intelligenza degli italiani, rispetto a tutte le altre etnie, al che gli ricordo che gli italiani non è che siano più intelligenti degli altri, hanno una cultura maggiore, dovuta anche alla loro storia e alla bellezza del nostro Paese, e forse anche alla vita più facile qui rispetto ad altre parti.
Chiacchera chiacchera arriva il suo turno… e mente arriva ricorda a tutti quanti che lui ha girato il mondo e ne aveva da raccontare di cose sulle altre etnie, cose da ridere (diceva lui), e ha girato il mondo perché faceva parte della Protezione Civile. (Ok. Niente battute su Bertolaso… sarà stato un ometto con le sue idee, ma almeno si è speso per il prossimo.)
Finalmente arriva il mio turno, mi affaccio e mi dicono subito, ma lei non doveva venire qui (ma…), deve entrare dove c’è scritto divieto d’accesso (ma…) e poi entrare nel salone dei postini.

Quindi varco la porta con il DIVIETO DI ACCESSO ai non addetti ai lavori:

Entro nell’anticamera dell’inferno ed un altra porta si apre sulla sinistra, e qui vedo delle persone che stanno smistando la posta, educatamente mi avvicino, e chiedo informazioni sul pacco da ritirare, gentilmente un paio di persone si avvicinano a me, ed iniziano a cercare il pacco, che non trovano, tra l’altro.
Cerca e ricerca, mi dicono che non riescono a trovarlo… (ma…), mi dicono che  probabilmente se lo è riportato dietro il postino, (come…?), o che comunque lui sapeva dove l’aveva messo, e mi hanno detto, sempre gentilmente di andarlo a cercare (come???), cominciavo un po’ ad alterarmi (forse pero’ non troppo), come andarlo a cercare?
– Si è uscito ora, dovrebbe fare il giro della sua via tra poco…
– Siamo nel 2011, anche mia figlia gioca con un cellulare, e non ce l’avete il suo?
– Eh… sa… non ce l’abbiamo…
– Ma qui mi sembra di essere nel mondo delle Favole!! esclamo e me ne vado…
Questo probabilmente è stato un errore da parte mia, avrei invece dovuto iniziare a fare una piazzata a vociare e dire che razza di incompetenti sono alle poste che non riescono a mettersi in contatto con un postino in viaggio.
Non è nel mio carattere.
Sono uscito, sono tornato verso casa, occhieggiando a vedere il postino, ma senza sperarci troppo, arrivo a casa, entro, faccio preparare mia figlia e mia suocera, che doveva tornare a casa sua, rimonto in macchina, porto mia suocera a casa, ritorno verso casa mia, e mentre sto parcheggiando, vedo il postino…
(tutte storte potranno mica andare? Ogni tanto ci vuole un po’ di fortuna…)
Lo placco con la bimba in braccio, ed inizio a chiedergli del pacco…
– Ehh… ma se non controllate la posta… io quindici giorni fa te l’ho messo in cassetta…
– Ma veramente io la posta la controllo tutti i giorni… e l’avviso non c’era, lasciamo perdere… il pacco?
– Il pacco l’ho rimandato indietro… appena sono uscito…
– E ora? (Ok… immaginatevi la scena, io con bimba in braccio e occhi alla gatto con gli stivali di Shrek) se resisti vuol dire che sei senza cuore…
– Eh… fammi vedere… e prende il cellulare… (ma… come… porc… bestemmioni interni rivolti a quegli incompetenti scansafatiche che mi hanno fatto perdere un monte di benzina) chiama, dice dove è il pacco alla collega e lo fa mettere da parte.
Lo ringrazio, e torno di nuovo in quella bolgia infernale alle Poste Centrali a riprendere il pacco, riparcheggio la macchina, stavolta con la bimba dietro, rispendo un euro (e benzina… ) per il parcheggio, entro dentro il palazzo, salgo al primo piano percorro di nuovo il corridoio, con la coda dell’occhio vedo un tipo che sta armeggiando alla porta bloccata, sudando imprecando in Klingon e pregando San Lupin di aiutarlo ad aprire quella porta…
Rientro nella porta, chiedo della collega del postino, e finalmente sono al cospetto del Sacro Graal della mia Cerca.
Riprendo il pacco, ringrazio saluto e vado via, non vedo più il tizio alla porta, ma la porta sembra ancora chiusa… e solida. Non sono problemi miei.
Torno a casa, finalmente vittorioso…

Ah… per la cronaca, il pacco conteneva dei libri 🙂

 

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4 comments

  1. ahahhaha
    mi sono fatta un mucchio di risate! ahahahahah
    secondo me l’operaio blocato, visto che bestemmiava in klingon, si è alla fine giocato la carta del teletrasporto!!!

    per par condicio, se anche tu vuoi ridere delle mie sventure, ti invito sul mio canare you tube (WonderCle) alla visione del video “come non glassare una setteveli” ahahahahhah

    torno al lavoro!
    Sciau

  2. POSTE ITALIANE !… MA va a fa !…. un bicchiere. Anzi due bicchieri. A pensare che in Giappone hanno rifatto un’ autostrada in sei giorni. Notizia , corriere della sera, di questi giorni. Noi dal 1958, dobbiamo finire la Salerno reggio calabria. Ciao !

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