Un pensiero…

… finito il polverone…

a tutte quelle bambine che sono state stroncate nel fiorire della vita, ho una figlia di tre anni, che in questo momento è qui vicino a me a giocare con i suoi giocattoli, ogni tanto mi dice qualche parola che inizia piano piano ad avere un senso, quella sua testolina che inizia a fare pensieri propri, che inizia a fare le bizze, che quando vuole ballare al ritmo di Fabri Fibra o di J Ax, mi spinge via e mi grida “Biaaaaa, BAI BBIAAA” perché voglio ballare insieme a lei, mentre lei vuole che la stia a guardare, ma non le devo rubare la scena, il palcoscenico è solo per lei, e non vuole concorrenti…

Ma invece a volte mi prende per mano, e vuole che la faccia volteggiare, e girare come una ballerina.
E poi penso a quelle bambine
E provo odio

ODIO

ODIO

per quei mostri che hanno stroncato la vita in fiore.

Non oso pensare l’impensabile.
Ho voluto aspettare che finisse il polverone, non mi volevo accodare alle persone che hanno sentito giusto esprimere il loro cordoglio su facebook sia per un caso che per l’altro. Non mi voglio accodare ai detrattori di quegli imbecilli che provocano con gruppi facebook di dubbio gusto e maggior dubbia intelligenza, certo hanno dimostrato che molti che li hanno avversati in fondo in fondo non sono diversi da loro… trasformando quelle due ragazze in meri pretesti per poter esprimere la loro supremazia sugli altri…

E adesso ci sono anche altre due bambine la cui vita forse è stata stroncata dal padre in un “diabolico” piano che è culminato con il suo suicidio, o forse, forse le sue bambine sono ancora vive, stanno bene e sono curate amorevolmente da una persona che non è la loro madre, ma che è stata pagata dal padre per averne cura, e magari lasciarle di nuovo alla madre trascorso un certo tempo, in un assurda e incomprensibile vendetta…

Non capisco, non capisco, mi rifiuto di capire come si possa fare del male a degli innocenti, non ho parole di perdono.

Le mie parole sono rabbia, vendetta, odio, giustizia.


Annunci

7 comments

  1. Il punto è che i messaggini che inviava erano corti, quasi telegrafici e quindi dubito che si sia tolta entrambi i guanti e non uno solo per mandare i messaggini e li abbia riposti in tasca. Sempre ammesso che sia stata lei a inviare i messaggini, ovviamente.

  2. ehm…
    ho letto ora delle vostre deduzioni
    sui guanti in tasca ho da dire:
    se mandava i messaggini
    i guanti doveva necessariamente toglierli anche camminando a piedi…
    però io non sono una appassionata di rebus criminologici, quindi non conosco bene le dinamiche!

    1. Uhm… ad una cosa così ovvia, e probabilmente veritiera, non avevo proprio pensato…
      🙂
      Anche perché madare messaggini con i guanti… deve essere un casino…

  3. Condivido in pieno e non aggiungo altro se non una piccola riflessione che facevo in questi giorni, mentre passavo davanti alla scuola elementare vicino casa.
    Io sono sempre stata fiera di non essere stata una bambina che sentiva la necessità di dover essere accompagnata da mamma o papà a scuola o in palestra, sono sempre stata grata ai miei di non essere stati troppo apprensivi, di averci regalato un po’ di autonomia al costo di batticuore e apprensioni che già per un minuto di ritardo o per una non risposta al telefono un genitore necessariamente prova!
    La cosa (tra le tante) che mi fa rabbia è che queste persone di m***a tolgono ai bambini la libertà ed il diritto di essere autonomi nelle loro cose.
    Siiamo arrivati al punto per cui una bambina non può più andare in palestra da sola, non può girare per le strade del suo paese senza un cane da guardia che la difenda da questi esseri spregevoli.
    Non è la ragazza stuprata perché s’è ubriacata alle tre di notte dopo essere uscita con ragazzi che conosceva poco, non è la tipa che esce senza mutandine che quasi ti vien da dire “Eh ma non andartele a cercare le rogne”.
    Era una bambina che tornava a casa dopo la palestra ad un orario “normale”
    Era una ragazzina che voleva andare al mare con la cugina
    Erano due povere creature a cui non si può nemmeno obbiettare d’esser state imprudenti o stupide.
    Davanti a cose del genere si è portati a riconsiderare anche la propria posizione sulla pena di morte.
    Maledetti

  4. Ti dico cosa ne penso io, ma non sono un investigatore e non ho ovviamente gli elementi che hanno i magistrati e le forze di polizia.

    Primo punto che non mi convince. Yara abitava a 700 metri dalla palestra. Quanto tempo ci vuole a fare 700 metri a piedi? E con l’automobile?
    A piedi… supponiamo un’andatura normale a 4 km/h ci vogliono circa 10 – 11 minuti. Con l’automobile quanto ci vorrebbe? 1 o 2 minuti?
    Se le cose stanno così, Yara esce dalla palestra alle 18:40 – 18:45 e quindi sarebbe dovuta essere a casa tra le 18:50 e le 18:56 se fosse andata a piedi.
    Supponiamo che abbia avuto un passaggio come molti dicono. Ora possiamo anche pensare che fosse distratta a scrivere messaggi ma non può essere stata così distratta da non accorgersi che si trovava in auto per molto più tempo del normale.

    Punto secondo. Supponiamo che abbia avuto un passaggio e che dopo x minuti inferiori a 5 si sia accorta che stavano andando in una direzione opposta a quella di casa. Non mi interessa il comportamento criminale, ma il comportamento logico di Yara. Difficile che non si sia ribellata in auto nel momento in cui si accorgeva di andare in una direzione sbagliata. Considera che visto il traffico tra la palestra e il luogo dove è stata ritrovata ci volevano 20 o più minuti, si sarebbe dovuta accorgere per forza del suo “rapimento”.
    Considera che l’andatura media è di circa 28 km/h e che quindi in un momento di coda e di traffico bloccato, avrebbe potuto aprire la portiera e scendere per scappare. Convieni con me che qualcosa non quadra? (dovremmo pensare alla possibilità che qualcuno la minacciasse con un arma…)

    Punto terzo. Supponiamo che abbia accettato un passaggio e che il suo assassino le abbia detto che doveva passare prima da una parte e poi l’avrebbe riaccompagnata a casa. Chi può raccontare una cosa del genere a una ragazza di 13 anni che sa di dover tornare a casa? E perché Yara non telefona ai genitori per avvisarli mentre invece manda messaggi alle amiche?
    Se non lo fa è perché può pensare che a casa lo sappiano già (e questo è inquitante…).

    Ma siamo sicuri che Yara sia salita in auto con qualcuno? Supponiamo invece che una volta uscita dalla palestra si sia diretta a trovare qualcuno che per il momento ignoriamo chi sia. Anche questo spiegherebbe perché Yara aveva i guanti in tasca. Entrando in un ambiente caldo, non ne aveva bisogno.

    La sparizione del telefono invece non ha un senso logico. L’assassino ha perso tempo a togliere la sim e la batteria, ha messo la sim nel giubbotto (non ha senso) e ha lasciato a terra vicino al corpo la batteria, mentre del corpo del telefono non vi è traccia. Pare (ma notizia da prendere con le molle) che non vi siano impronte diverse da quelle di Yara sulla sim e sulla batteria, quindi l’assassino aveva i guanti o pinzette o strumenti simili per non toccare la sim.
    La domanda sorge spontanea… perché non portare via anche la sim oltre al telefono? Chi può escludere che nella sim ci siano indizi utili a incastrare il presunto assassino? Perché è vero che sulla sim di solito alcune cose non si registrano, ma magari si registrano messaggi o numeri di telefono che possono spiegare perché Yara quel giorno ha insistito molto per andare in palestra lei al posto della sorella.

    Un ultimo punto ma anche questo è importante. Il telefono di Yara risulta spento ma funzionante alle 19:01 quando chiama la madre. Quindi vuol dire che la batteria era ancora inserita e anche la sim. E qui ci sono solo due ipotesi.
    Lo ha spento Yara, oppure l’ha spento il suo assassino. Considerando gli orari, la telefonata della madre poteva avvenire mentre erano ancora in auto verso il luogo di ritrovamento del cadavere o erano appena arrivati sempre se veramente Yara è salita in auto per un passaggio. Questo vuol dire che qualcuno le aveva fatto già spengere il telefonino minacciandola con un’arma.

    Perché non sono convinto? Perché se fosse stata minacciata con un’arma, molto probabilmente si sarebbe fatta violentare se quello era lo scopo dell’assassino. Invece ho il dubbio che l’assassinio sia avvenuto in un impeto di rabbia in seguito forse a qualcosa che Yara aveva proprio nel suo telefonino (foto compromettenti?) e che sia avvenuto all’interno di un locale chiuso come una casa. Probabilmente l’assassino prende un oggetto contundente per colpirla e lei tenta di difendersi, poi non si capisce come è morta perché gli inquirenti non lo hanno detto, ma se è vero il fatto che i vestiti non presentano lacerazioni dove ci sono le ferite (ma sono ipotesi) è probabile che l’assassino l’abbia spogliata, abbia infierito sul suo corpo per far credere un delitto a sfondo sessuale e l’abbia poi rivestita per far credere invece che fosse un maniaco sessuale che tenta di depistare. Poi prende il corpo e lo trasporta nel luogo dove è stato ritrovato, probabilmente il giorno stesso in cui l’ha uccisa. Il fatto che non sia stata ritrovata quando sono passati di lì potrebbe essere stata una tragica fatalità.

  5. La mia non vuole essere retorica nel dire che omicidi efferati e crimini vari su adolescenti e bambini c’è sempre stato e che purtroppo noi ci avviamo sempre più verso un’assuefazione a queste notizie, ma purtroppo le cose stanno proprio così.

    Ci ha colpito la storia di Sarah Scazzi, vittima non si sa perché della sua famiglia.
    Ci colpisce la storia di Yara Gambirasio di cui dobbiamo ancora capire come è morta e da quanto tempo era in quel campo.

    Forse è ancora più inquietante la storia delle due gemelline… ma un uomo che manda delle buste con dentro del denaro alla moglie ha mandato un messaggio ben preciso. Dal suo modo di vedere a quella madre interessavano solo i soldi.

    Io non provo odio, ma solo commiserazione per la condizione umana.
    Credo che non sappiamo ancora tutta la verità su Sarah Scazzi e la colpa è anche dei magistrati che stanno seguendo quella inchiesta, dove un padre accusa la figlia e viceversa e non c’è ancora uno straccio di prova, uno solo che possa permettere di dire, al di là di ogni ragionevole dubbio, chi sia stato realmente e perché.

    Caso diverso Yara Gambirasio. Forse uno dei pochissimi casi in Italia dove si rispetta veramente il segreto istruttorio. Nessuna delle ipotesi giornalistiche viene confermata o smentita. Migliaia di indiscrezioni che dimostrano quanto alcuni giornalisti siano peggiori degli assassini perché pur di dare una qualsiasi notizia sono pronti a inventarsele e sollevare ipotesi che possono anche danneggiare l’inchiesta.

    Io sono appassionato di telefilm gialli, ma soprattutto di quelli dove è la logica e la deduzione a incastrare i colpevoli, piuttosto che le indagini della scientifica.
    Da questo punto di vista spero sempre che in Italia esca fuori un Poirot che faccia funzionare le sue “celluline grigie” per incastrare il colpevole.

    Per esempio, il particolare che più mi ha colpito della storia di Yara è che l’assassino ha tolto la sim e la batteria e si è portato via il cellulare. E la domanda è: perché si è portato via il cellulare?
    Una domanda “innoqua” come questa può dire in realtà moltissimo.
    Il fatto che i guanti di Yara fossero nella tasca del giubbotto in una giornata dove faceva -3° dice molto.
    E dice molto anche il fatto che il cellulare di Yara risulta spento alle 19:01 quando l’ha chiamata la madre, mentre l’ultimo messaggio risale a qualche minuto prima, così come il fatto che la casa di Yara si trovasse a 700 metri dalla palestra. Queste sono cose che si sanno perché sono state effettivamente comunicate. Tutto il resto sono indiscrezioni che escono fuori senza reali conferme.

    Solo queste cose a me hanno fatto pensare parecchio e sono sufficienti al momento a farmi venire molti dubbi sulle ricostruzioni che sento fare.

    1. Tralasciamo un po’ lo sfogo di pancia, che ogni tanto ha bisogno di far sentire la sua voce anche lei.

      Il metodo logico deduttivo è molto affascinante, e grazie a quello si sono risolti alcuni gialli molto intricati…
      Adesso sembra essere soppiantato dai rilievi della scientifica… ma la mia domanda è come si facevano a risolvere i casi senza la squadra scientifica?
      Solo con il metodo logico deduttivo?
      E se hanno ragione ora avevano sbagliato prima?
      Quanti innocenti, solo perché non avevano alibi, o avevano il movente, ma in realtà non erano stati loro a commettere un delitto, sono stati condannati?

      Poi un conto è il giallo ad incastri alla Christie tanto per intenderci, Poirot, Miss Marple (non so di Poirot, ma di Miss Marple ne è piena l’Italia, per sapere le cose basta chiedere alle anziane signore che scrutano dietro alle persiane dei loro soggiorni, se riesci ad entrare nelle loro grazie, saprai anche quello che non avresti voluto sapere mai…)
      E un conto è avere a che fare con omicidi in cui la logica normale non ha posto…

      Cosa ci dice il cellulare mancante di Yara?
      Perché l’assassino l’ha portato con se?

      Proviamo a fare un po’ di deduzioni.
      L’assassino è una persona di cultura medio-alta, istruita, non necessariamente in materie tecniche, ma a cui possono piacere film di azione o di spionaggio, la prima cosa che si vede in un film per sfuggire alle intercettazioni è liberarsi della batteria del cellulare, in quanto anche spento si aggancia alla cella… e quindi via batteria via sim… e si porta con se il cellulare, come trofeo(?) perché non farlo ritrovare insieme al cadavere(?) le foto. Probabilmente nella memoria del cellulare ci sono delle foto che l’assassino non vuol fare vedere, e quindi non butta via il cellulare, perché lo potrebbero ritrovare, e lo tiene per se…
      I guanti nel giubbotto…
      Probabilmente la ragazza è stata uccisa in un luogo al chiuso, si era tolta i guanti, e li aveva messi dentro la tasca del giubbotto, probabilmente solo dopo qualche tempo è stata abbandonata li… magari in un posto in cui i volontari per le ricerche erano già passati…

      La cosa che più mi inquieta è la possibilità che l’assassino effettivamente abbia partecipato attivamente alle ricerche della ragazza… l’assassino o gli assassini…

      perché ho la brutta bruttissima sensazione che dietro questa storia si nasconda qualcosa di ancora più orribile.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...