Ragusa, viene licenziato 30enne si toglie la vita – Palermo – Repubblica.it

L’uomo si è impiccato dopo aver perso il posto. Era impiegato come commesso nella grande distribuzione. Era sposato e aveva un figlio piccolo
Si è ucciso dopo avere perso il posto di lavoro. Il protagonista di questo dramma è un giovane commesso licenziato qualche settimana fa da un supermercato di Ragusa: la vittima, 30 anni, sposato e padre di un figlio in tenera età, ha deciso di togliersi la vita impiccandosi nella sua casa estiva di Santa Croce Camerina.

via Ragusa, viene licenziato 30enne si toglie la vita – Palermo – Repubblica.it.

NO.

NON LO ACCETTO!

Avete 30 anni cazz0!

Avete 30 anni e un figlio stracazzo!

Avete perso il lavoro?

Non piangetevi addosso!

Avete un figlio CAZZO!

Quali cazzo di valori gli avete insegnato con il vostro esempio cazzo!

Alle prime difficoltà ci si ammazza?

Ma i nostri nonni per cercare lavoro sono andati in capo al mondo!

TIRIAMO FUORI I COGLIONI, CAZZO!!!!

 

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Un pensiero su “Ragusa, viene licenziato 30enne si toglie la vita – Palermo – Repubblica.it

  1. Ricordo che quando ero studente, la professoressa d’italiano ci fece vedere il film “L’attimo fuggente”.

    Per uno strano caso del destino Whitman, il poeta ispiratore del film, è uno dei pochissimi poeti che cantano la voglia di vivere e che quindi attira le mie simpatie al contrario di Giacomo Leopardi che odio profondamente perché odio il pessimismo.
    Un giorno con la professoressa d’italiano espressi in modo chiaro e netto il mio totale disprezzo per Leopardi e lei mi rispose dicendomi: “sappi che io la penso come Leopardi” a cui risposi con “che vita triste…”.

    Nonostante Whitman, alla fine del film uno dei ragazzi protagonisti si toglie la vita perché incapace di ribellarsi all’oppressione del padre.
    Discussione in classe e la mia professoressa a cosa pensi che ha dato enfasi? Alla crudeltà del padre autoritario e alla scuola tradizionale e altrettanto autoritaria. Al che io dissi che non si poteva dare la colpa al padre se il figlio era un debole incapace di ribellarsi e che questo episodio era riuscito a rovinarmi il film.
    Il mio fu un commento a caldo del film. Oggi il film mi piace nonostante questo episodio, ma all’epoca non lo accettai.

    Rispondendo alla mia professoressa feci notare che il professore (Robin Williams) nel film non si limitava a infondere ai ragazzi l’amore per la poesia, ma anche la gioia della vita.
    Il ragazzo uccidendosi non solo aveva dimostrato di essere una persona debole e incapace di ribellarsi, ma aveva tradito anche gli insegnamenti del suo professore che invitava i ragazzi a godere le gioie della vita.

    Togliersi la vita non è un gesto di coraggio, ma è l’esatto opposto. Ci vuole coraggio a vivere e combattere e magari soffrire e penare nel tentativo di raggiungere i nostri obiettivi. Togliendosi la vita invece si sceglie una scorciatoia.
    Alla fine tanto dobbiamo tutti morire, tanto vale farlo prima di soffrire tanto.
    I problemi li si lascia a chi resta.

    Infatti alla fine il professore viene mandato via e non era colpa sua. E nella vita vera spesso e volentieri rimangono mariti o mogli e/o figli a dover affrontare la vita senza nemmeno avere più il sostegno della persona che si è suicidata.

    Non esiste alcuna ragione valida per suicidarsi a qualsiasi età e indipendentemente se si hanno figli o meno. E la colpa non è dell’ostacolo.
    Tutti noi abbiamo degli ostacoli davanti a noi. Non era certamente il primo ragazzo a cui il padre voleva imporre il tipo di studio e la professione che avrebbe dovuto fare. Pensa se allora tutti si dovessero suicidare.
    Perché non si suicidano tutti? Perché la maggior parte delle persone è forte abbastanza da andare avanti. C’è chi magari si rassegna, ma va avanti e continua a coltivare le passioni in segreto per poi sceglierle definitivamente quando nessuno ha più il controllo sulla propria vita.

    Come dice il titolo di un film di Benigni: “La vita è bella”.

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