La legge “sembra” ancora uguale per tutti

Con la decisione di oggi della consulta sembra che si sia ristabilito e ribadito ancora una volta  l’articolo 3 della costituzione, che sancisce l’eguaglianza di ogni cittadino di fronte alla legge e la pari dignità sociale. A discapito di chi, si sente fra i cittadini, più cittadino di altri e cerca in ogni modo di sottrarsi al corso della giustizia.

Giustizia che però in Italia deve essere riformata, perché la notoria lungaggine dei processi civili non contribuisce di fatto a rendere “giustizia” a chi vi ricorre.

E sul fatto che la giustizia deve essere riformata, a parole, son tutti d’accordo però si accapigliano sul come.
Sinceramente non avrei idea di come si può superare questa “empasse” è da venti anni buoni che sento parlare sempre e solo di riforma della giustizia, senza che questa sia stata fatta…

Forse perché in realtà NON vogliono farla?

Forse perché in realtà la giustizia a queste persone va bene così com’è, perché in questa maniera sono in tanti a poterci “mangiare”…

Parlando da villico rozzo e ignorante, le leggi dovrebbero essere quanto più comprensibili possibile in maniera da non dare adito a “interpretazioni” che il più delle volte stravolgono lo spirito della legge.

A volte un semplice emendamento che cambia una e in una o può voler dire avere una legge che funziona in maniera contraria a quella in cui è stata pensata.
Ed a volte il gioco “politico” sembra proprio quello, far passare questi emendamenti contando sulla “difficoltà” di interpretazione delle leggi…

A mio avviso, snaturando, di fatto anche il ruolo del parlamento, che racchiudendosi in una logica di contrapposti schieramenti, non interviene nel “merito” delle leggi cercando di estrapolarne ogni aspetto, di sviscerarne ogni più piccola piega, e facendolo da persone “libere” realmente di votare secondo coscienza…

Boh… forse la mia idea è un po’ troppo ingenua e romantica…

Ma a volte serve anche un po’ di romanticismo in questo mondo cinico.

 

 

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Un pensiero su “La legge “sembra” ancora uguale per tutti

  1. Il primo conflitto d’interessi in Italia, non riguarda Berlusconi e le sue aziende. Il primo conflitto d’interessi in Italia riguarda il fatto che giudici e avvocati siedono in parlamento. Due figure del ramo giudiziario e che vivono di leggi, fanno le leggi.

    In uno stato con 100 leggi, i cittadini potrebbero benissimo difendersi da soli.
    In uno stato con 300.000 leggi, c’è la necessità assoluta che vi siano figure professionali che si occupino solo di questo.

    Più leggi si fanno e maggiore è la possibilità che si facciano processi (il numero dei reati e delle infrazioni possibili aumenta), più processi si fanno e maggiore è il bisogno di pubblici ministeri e giudici.

    Come vedi la “giustizia” è prima di tutto un business. Tu pensi che la maggior parte delle leggi viene fatta pensando ai diritti dei cittadini?
    Io credo che le leggi vengano fatte apposta numerose e confuse in modo tale da alimentare un business.
    Nessuno stato si impegna seriamente a combattere le cause della criminalità, perché per farlo toccherebbero interessi oligarchici. Tutti gli stati si impegnano allora nella “repressione” della criminalità, aumentando il numero delle leggi e dei divieti, aumentando il numero di magistrati e poliziotti, il numero di avvocati, di notai, di commercialisti e burocrati vari che CAMPANO solo grazie alle complicazioni normative e burocratiche.

    Ovviamente questa “repressione” in realtà è fasulla, perché per alimentare il business è necessario che si commettano sempre più crimini, violazioni normative o infrazioni (tipo sostare in divieto di sosta) di ogni genere.
    Infatti in Italia se sei innocente resti in galera. Se sei uno che è finito dentro per aver dato 14 coltellate alla ragazza (rimasta in vita), poi ti mettono agli arresti domiciliari per permetterti di finire il compito con altre 66 coltellate.
    Se sei innocente, ti mettono in galera finché non confessi un qualsiasi reato attraverso la carcerazione preventiva, se ti beccano in flagranza di reato a spaccare tutto a una manifestazione, male che ti va ti becchi gli arresti domiciliari, altrimenti sei libero in attesa del processo (farsa, perché per reati sotto i 3 anni nessuno finisce in galera in Italia).

    E per finire… no, la legge in Italia non è uguale per tutti. Per rendersene conto basta leggere con attenzione la legge sulla “par condicio”, la legge elettorale nazionale, la legge elettorale della Toscana, la legge elettorale del Lazio e tantissime altre che sono solo leggi a protezione dello “status quo” dei partiti al potere.

    La sentenza della corte costituzionale è un “orrore democratico”. O la legge è incostituzionale e allora la bocci, oppure non lo è e allora l’approvi. Nel momento in cui un organo giudiziario (corte costituzionale) diventa un organo legislativo, stabilendo che un giudice (ramo giudiziario) deve valutare se l’agenda di un’istituzione dello stato, il presidente del consiglio (ramo esecutivo) costituisca o meno un legittimo impedimento, hanno di fatto stabilito che il ramo giudiziario di questo paese, oltre a detenere il potere giudiziario e anche quello legislativo, detiene anche il potere esecutivo.

    Questo tecnicamente si chiama “assolutismo”. Ma siccome tutto ciò colpisce Berlusconi, allora baci, abbracci, ricchi premi e cotillon…

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