Ciao Mario, buon viaggio.

Mario Monicelli - 01 - crop
Ciao Mario

Mario Monicelli è morto. Ha deciso lui il momento e il modo. Si è lanciato da un balcone dell’ospedale dove era ricoverato.

Probabilmente perché in quel momento era rimasto solo, probabilmente perché non voleva ridursi a soffrire in un letto senza poter fare altro.
Ha scelto di andarsene quando ancora poteva farlo con le sue gambe.

Fazio ne ha dato notizia della sua morte ieri sera, durante il programma Vieni via con me.

Programma che aveva subito “l’attacco” dei movimenti pro-vita (come se ci fossero dei movimenti anti-vita o pro-morte), dopo che nella puntata scorsa aveva invitato Mina Welby e Peppino Englaro. Questi movimenti non vogliono sentire parlare di eutanasia, non vogliono sentire parlare di testamento biologico.

Vogliono imporre la loro visione. Gli altri chiedono solamente la *libertà* di poter decidere da soli. Senza imporre niente a nessuno. Possibile che sia così difficile da accettare e comprendere?

Volevano andare in trasmissione per “replicare” al racconto di Welby ed Englaro. Cercando di parlare a milioni di persone, beh… hanno perso l’occasione di parlare con una persona sola, che ha deciso di compiere il gesto finale.

Hanno perso l’occasione in questi anni di parlare ai carcerati che continuamente si tolgono la vita in carcere.

Mi piacerebbe sapere dove erano in questi casi i movimenti pro-vita.

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Un pensiero su “Ciao Mario, buon viaggio.

  1. Francamente trovo sempre difficile commentare un suicidio. Perché l’ha fatto? Le motivazioni potrebbero essere del tutto estranee alle questioni “pro-life”. Vai a capire che cosa passa per la testa delle persone in quei momenti.

    Ognuno di noi è diverso. Probabilmente a 95 anni io riuscirei ad accettare più facilmente l’idea di dover morire. Sono così poche le persone che arrivano a quella età…

    Ma come dicevo ognuno è diverso. I motivi per cui la gente si suicida sono talmente tanti poi che vai a capire quale di questi possa essere quello prevalente.
    C’è chi si suicida per amore, come se il mondo fosse composto solo da lui e la persona amata e non ci fossero al mondo altre persone da scoprire e da amare o dalle quali essere amati.
    C’è chi si suicida per il disonore, chi per i debiti, chi perché non si sente più adeguato a questo mondo, chi perché non può più fare quello che desidera nella vita e si sente inutile.

    Ci sono persone che vogliono smettere di soffrire e questo è stato il caso di Welby, ma esistono anche casi di persone che non si arrendono alla loro malattia e sperano sempre che la scienza possa fare finalmente quella scoperta che può cambiare la loro vita oppure semplicemente credono in Dio e vogliono che la loro vita sia affidata esclusivamente alla sua volontà.

    Morire fa parte della vita. Prima o poi capita. È di questi giorni la notizia che per la prima volta la scienza è riuscita a invertire parzialmente il processo d’invecchiamento grazie a un enzima (la telomerasi). Qualche mese fa lo aveva già anticipato Quark.

    In ogni caso sembra una coincidenza ma nel mondo del cinema spesso muoiono nello stesso giorno o a distanza di pochi giorni diverse celebrità, come se avessero deciso di fare un casting nell’altro mondo…

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