Troppi sospetti e veleni per un pasticcio – Corriere della Sera

Troppi sospetti e veleni per un pasticcio

Il centrodestra se la può anche prendere con i radicali e la burocrazia; e appellarsi alla magistratura e inopinatamente al capo dello Stato, Giorgio Napolitano, come «garante della democrazia».

Ma l’immagine che ha dato presentando la lista per le regionali in provincia di Roma fuori tempo è, come minimo, quella di una coalizione pasticciona. Proprio perché si definisce il primo partito del Paese, il Pdl avrebbe dovuto arrivare in tempo; ed evitare un’esclusione che, oltre a non essere facilmente recuperabile, rivela una confusione e un dilettantismo preoccupanti. Il tentativo di scaricare ogni responsabilità all’esterno serve a coprire quelle di un gruppo dirigente messo sotto accusa dai militanti; ed osservato con stupore dallo stesso Silvio Berlusconi. A rendere l’episodio più imbarazzante è il contorno di veleni che lo accompagna: tossine tutte interne al Pdl, che risente visibilmente del conflitto fra il presidente del Consiglio e Gianfranco Fini. Al punto che all’inizio non è stata esclusa l’ipotesi di un complotto dei «berlusconiani» contro i «finiani»; ed in particolare contro Renata Polverini, candidata al vertice della regione Lazio ed amica del presidente della Camera. Si tratta di una dietrologia inverosimile, sulla quale tuttavia non si può non riflettere: indica il livello di sospettosità al quale è giunto il Pdl.

via Troppi sospetti e veleni per un pasticcio – Corriere della Sera.

E questi ci governano…

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