Appelli Repubblica – La Repubblica.it

SIGNOR Presidente del Consiglio, io non rappresento altro che me stesso, la mia parola, il mio mestiere di scrittore. Sono un cittadino. Le chiedo: ritiri la legge sul “processo breve” e lo faccia in nome della salvaguardia del diritto. Il rischio è che il diritto in Italia possa distruggersi, diventando uno strumento solo per i potenti, a partire da lei.

Con il “processo breve” saranno prescritti di fatto reati gravissimi e in particolare quelli dei colletti bianchi. Il sogno di una giustizia veloce è condiviso da tutti. Ma l’unico modo per accorciare i tempi è mettere i giudici, i consulenti, i tribunali nelle condizioni di velocizzare tutto. Non fermare i processi e cancellare così anche la speranza di chi da anni attende giustizia.

Ritiri la legge sul processo breve. Non è una questione di destra o sinistra. Non è una questione politica. Non è una questione ideologica. E’ una questione di diritto. Non permetta che questa legge definisca una volta per sempre privilegio il diritto in Italia, non permetta che i processi diventino una macchina vuota dove si afferma il potere mentre chi non ha altro che il diritto per difendersi non avrà più speranze di giustizia.

ROBERTO SAVIANO

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2 pensieri su “Appelli Repubblica – La Repubblica.it

  1. Sinceramente non sono affatto d’accordo con questa politica da parte di Repubblica di mobilitare le masse a firmare perché a mio avviso questo ossesso incitamento alla firma fa perdere il vero valore della partecipazione dei cittadini. Mi spiego: non sono affatto d’accordo con le norme del processo breve: credo, invece, che una vera riforma (necessaria) si debba fare interessando la Costituzione, il codice penale ed altri codici. Non con un decreto legge e via!Quindi, su questo problema son tutto meno che d’accordo col Governo. Tuttavia, la redazione di Repubblica è da settembre che tedia le persone con le sottoscrizioni. Prima quelli sui farabutti, poi sulla libertà delle donne, e ora arriva (tramite Saviano) l’appello a firmare la sottoscrizione per il processo breve. Constatato che almeno due sottoscrizioni su tre non hanno alcun senso e valore, mi dispiace vedere che il secondo quotidiano italiano si sia dato alla firma facile. E firma di qua, e firma di là, alla fine arriviamo a non capire il vero senso e l’importanza del firmare e del partecipare. Anche perché Internet ha snellito tutto!Non bisogna più affrancare una lettera, ora basta un solo clic e a mio avviso questo deresponsabilizza i cittadini che andrebbero consultati su temi ben più importanti che non il corpo delle donne!!!E’ vero che bisogna far conoscere il pensiero generale e porre il cittadino alla base della società, ma siamo sicuri che il sistema escogitato da Repubblica sia quello giusto?
    Un saluto
    Tommaso

    • Condivido parzialmente quello che stai dicendo, è vero che abusando di alcuni mezzi come la raccolta di firme, i referendum, e quant’altro si sminuisce anche il loro valore “strategico”, ed infatti, personalmente non sono una di quelle persone che firma, anche telematicamente, per tutto quello che gli parano davanti.

      Però ritengo altresì vero che per alcuni appelli le persone vadano interpellate.

      Per quanto riguarda Repubblica & co., volenti o nolenti le testate giornalistiche italiane sembrano avere preso una china che mi piace poco, sembrano quasi andare verso una battaglia campale, sembrano quasi voler far discrimine delle persone racchiudendole in recinti ideologici, e credo che non lo facciano per puro spirito giornalistico.
      Anche perché la polemica vende…

      E si, probabilmente hai ragione quando dici che la firma telematica in fondo è più facile e meno “impegnativa”…

      Probabilmente per un certo tipo di “mobilitazione popolare” ricorrerei a qualcosa tipo le vecchie cartoline postali o delle semplici lettere in snail-mail…

      Perché un conto è ricevere un foglio con scritto…

      UNMILIONEDIPERSONEFIRMACONTROILDECRETO

      mentre un altro conto è ricevere un milione di lettere scritte di proprio pugno dalle persone…

      Per quanto riguarda la situazione della giustizia italiana…
      Credo anch’io che debba essere profondamente riformata, un processo civile NON può durare dieci anni fra rinvii e cazzi vari, però non è dicendo che se in tot tempo non si è giudicati non ci sarà mai il processo…

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