La luce in fondo al tunnel

Credo di essere proprio fuori, dalla maiala dico, mi sono rimasti addosso piccoli trascurabili strascichi, ma almeno mi reggo in piedi :-).

Nel frattempo cosa mi sono perso?

Vediamo, un militare psichiatra americano ha dato di matto e ha compiuto una strage nella sua caserma in Texas.
A quanto pare non voleva andare in Iraq.
C’è qualcosa che non mi torna.

Il “rassicurante” Maroni ci “rassicura”  dicendoci che potrebbero esserci “Cellule terroriste in Italia. Cresciute qui e pronte a colpire“, la “rassicurante” conclusione è che dobbiamo avere paura di chi non è italiano? (Oh… se è per questo noi italiani non è che abbiamo qualcosa da imparare in fatto di terrorismo. Abbiamo già dato, grazie. Abbiamo avuto già i nostri terroristi a cui pensare, non vogliamo quelli di altri.)

Però…

A Milano c’è stato un attentato riuscito male e il “kamikaze” si è salvato e per fortuna non ci sono stati altri feriti oltre lui. Si è parlato di atto singolo dovuto alla disperazione per la mancanza di lavoro, visto che il “protagonista” era ben integrato prima di perdere il lavoro.

A Fort Hood in Texas c’è stata la strage di cui parlavo sopra, l’ho detto che l’autore è di origini palestinesi?

Oh… non voglio dire niente, ma mi colpisce questa coincidenza…

Insomma non è un po’ come agiscono nei romanzi di spionaggio gli agenti in sonno?

Integrati nella società finché non ricevono l’ordine di agire…

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